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La campagna Unicef ha suscitato polemiche tra i fioristi torinesi

L'associazione dei fioristi torinesi aderente all'Ascom non ha digerito la campagna promossa dall'associazione per l'infanzia Unicef, in occasione della festa degli innamorati del 14 febbraio, il cui slogan recita: "Rose rosse? No grazie. A San Valentino quest'anno regala qualcosa di speciale alla persona amata".

Con questa campagna l'Unicef vuole invitare ad acquistare, anziché le tradizionali rose, i cosiddetti "regali per la vita", ossia vaccini, bustine di sali reidratanti o quaderni per i bambini più poveri di tutto il mondo.

Ma i fioristi non hanno apprezzato. Il presidente dei fioristi Ascom, Giovanni Barberis, ha spiegato: "L'iniziativa è lodevole e condivisibile. Ma perché incitare la gente a non acquistare fiori? Lo slogan ci offende, offende un'intera categoria, gli operatori del settore e le loro famiglie, in un momento di forte difficoltà per l'intero comparto florovivaistico".

Barberis ha poi aggiunto: "Noi siamo i primi a ribadire il nostro sì incondizionato ad ogni forma di solidarietà, ma non riusciamo a capire l'atteggiamento dell'Unicef. Chiediamo solo di essere coinvolti. E non di boicottarci proprio in occasione di festività che solitamente significano per noi un margine di sollievo in una situazione di drammatica crisi delle vendite. E' troppo chiedere rispetto per il nostro lavoro, per le nostre famiglie e per i nostri dipendenti?".

 (foto © LaPresse)

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